Il bicchiere mezzo sporco

Il fatto che l’influenza di questi giorni sia anche assassina manda in visibilio alcuni giornalisti, perché la possibilità di parlare a lungo di un pericolo micidiale che colpisce a caso è per loro una specie di regalo di Natale in anticipo. Su internet molti video spiegano che la Suina dipenderebbe da un virus liberato nell’aria dai governi per decimare la popolazione mondiale, salvo poi correggere il tiro e stabilire che in realtà è il vaccino ad essere davvero pericoloso, perché invece di scongiurare il contagio comprometterebbe in maniera definitiva il sistema immunitario per via dei troppi veleni di cui è composto. Se a questo si aggiunge che il valoroso alleato della nostra salute è Topo Gigio, appare evidente che l’unica soluzione è affidarsi al destino e lavarsi le mani con molta cura.
Io non ho le competenze per valutare scientificamente il problema, ma credo che quest’influenza sia solo più contagiosa di quelle che abbiamo conosciuto gli inverni scorsi e che uccida come sempre, a patto di trovare uno stato di salute già molto compromesso. Senza arrivare al caso estremo della morte (cosa che però fa la gioia dei telegiornali), l’influenza dà una sintomatologia tipica di cui si fa volentieri a meno: per questa ragione il consiglio è di evitare il contatto con altre persone, lavare molto bene bicchieri e forchette e – per chi frequenta le chiese – saltare la manfrina del segno di pace.

Fatta questa premessa vorrei arrivare al fatto, e dire che il meccanismo utilizzato nei pub per lavare i bicchieri (un getto d’acqua tiepida spruzzato verso l’alto che si attiva premendo sul rubinetto) pulisce sommariamente la parte recipiente, ma lascia lurida la parte dove si poggiano le labbra. Ieri sera sono stato in un locale dove i bicchieri avevano il bordo appiccicoso semplicemente perché tutte le ragazze avevano il rossetto. Contagio o no fa molto schifo e comunque, prima di pensare alle cospirazioni dei governi, è bene diffidare dei sistemi di lavaggio per boccali.

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