Le case dei vecchi

Fra le tante cose che il destino assegna alla nostra vita per rovinarla, spiccano gli inquilini con cui si condivide lo stesso palazzo. L’età media nel mio è di circa 80 anni, e questo lascia immaginare che buona parte dei signori che incontro nell’ascensore presto cambierà. Nell’attesa di persone più elastiche e fisicamente più gradevoli, si combatte su misere questioni che derivano dal fatto che il condominio dove abito è composto da due edifici gemelli, che sono uguali soltanto nelle piantine: la parte dove sono io è malridotta, pervasa da un senso di abbandono, mentre il civico accanto è luminoso e ben curato. La cosa salta all’occhio specialmente quando nella cassetta della posta (pericolante) arrivano le rate, e ci si chiede cosa impedisca alla mia parte di raggiungere l’altra in termini di pulizia e di decoro. L’amministratore, che periodicamente si scusa per essere poco presente, punta all’eliminazione delle differenze cercando di peggiorare il palazzo bello. Ma noi abitanti del palazzo brutto tendiamo all’autogestione per eliminare i topi scavalcando la burocrazia, e la buffa solidarietà fra persone che di solito non si parlano porta a trovarsi nelle reciproche case per discutere tristemente di lampadine e ascensori. Detto questo, arrivo al dunque. Vi siete accorti che le case dei vecchi puzzano tutte allo stesso modo ?

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