Tutto, ma l’idraulico no

Il palazzo dove la Nasa mette lo Shuttle quando non va in cielo è l’edificio più grande mai costruito (in termini di mq coperti). Fra i molti problemi tecnici che i progettisti hanno dovuto affrontare ce n’è uno insolito, e cioè che dentro l’hangar piove: il soffitto è talmente distante dal pavimento che a circa 150 metri indoor si formano le nuvole e si avvia il ciclo dell’acqua.
Naturalmente la soluzione trovata prevede delle eliche che disperdono il vapore in quota prima che si trasformi in foschia.

A casa mia, che viceversa è una delle strutture più piccole mai costruite (in termini di mq coperti), accade incredibilmente la stessa cosa. Da due giorni cade acqua dal soffitto, e la possibilità di ispezionare cosa succede oltre il cartongesso rivela che non c’è condensa, ma tutto dipende dalla perdita di un rubinetto che alimenta i tubi del termosifone.
Pur di non chiamare l’amministratore avvizzito e l’idraulico che fuma ossessivamente il sigaro ho provato a risolvere il problema con delle spugne: di notte si riempiono d’acqua, e di giorno si seccano per via dei tubi arroventati. La foto illustra la raffinatezza del lavoro compiuto.

Se questo principio ispirato alla tela di Penelope non darà vita a muschi amanti dell’umido, potrò dirmi soddisfatto del rimedio.

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