Trash = (Intenzione – Risultato)

Tommaso Labranca è un autore televisivo, ma prima di tutto è il maggior teorico italiano dell’estetica trash. In un libro intitolato Chaltron Hescon (che secondo la leggenda avrebbe venduto in tutto 80 copie) affronta il fenomeno spinoso del massimalismo, fattispecie italica di grande attualità. Il massimalismo è una forma particolare di pigrizia intellettuale che approfitta dei luoghi comuni più squallidi (definiti “idee forti”) per comunicare un messaggio approssimativo. Le vittime sono i “sottomessi magnetici”, individui non sufficientemente dotati di sarcasmo (l’antidoto definitivo) che si lasciano convincere dalla superficialità.

Con un esempio scolastico offerto dalla Disney è possibile ricostruire la struttura di un evento massimalista:

Fra i sette nani c’è Dotto, e si chiama così perché sa tutto.

L’idea forte insegna che alla base di ogni istruzione c’è lo studio di molti libri.

La lettura affatica la vista, e quindi Dotto deve avere gli occhiali.

Il sottomesso magnetico vede gli occhiali e capisce che quello è il nano sapiente.

Il massimalismo della Disney sta nel suggerire quell’erudizione attraverso un paio di occhiali.

Un altro caso da antologia è nel film di Franco e Ciccio “Ku fu’ ? Dalla Sicilia con furore”: ad un certo punto del racconto i protagonisti decidono di aprire una palestra di arti marziali e poiché il luogo scelto per gli allenamenti è evidentemente un garage di Palermo, gli scenografi salvano la credibilità della ripresa appendendo una bandiera col sol levante sulla porta d’ingresso – pur essendo il Kung Fu una disciplina cinese.

Dal libro di Labranca alla realtà: passando in via Ripamonti a Milano, mi accorgo del nome di un ristorante giapponese. L’idea forte di un’insegna rende ancora più orientale quel pesce crudo. E i sottomessi magnetici accorrono.

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Una risposta a Trash = (Intenzione – Risultato)

  1. Barlafuzzy ha detto:

    Io una di quelle 80 copie la venero come fosse il manoscritto di “Guerra e pace”.
    Qui però mi sembra tu stia facendo un mix di “Chaltron Hescon” e “Andy Warhol era un coatto”, entrambi validissimi

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