Jolly B. Goode

Sto per scrivere un aneddoto che andrebbe soltanto raccontato, perché il malinteso che ne giustifica il ricordo si basa su un’assonanza che si perde con il testo davanti. E’ una storia senza lieto fine, ma che non ha lasciato amareggiati noi protagonisti: piuttosto ci ha messi di fronte ad un’astuzia che non avremmo saputo escogitare e quindi, dopo un momento iniziale di smarrimento, altro non abbiamo fatto che compiacerci della condizione di vittime ingannate con destrezza.

Qualche anno fa la crisi non era ancora arrivata, ma tutti gli amministratori delegati avveduti già tenevano d’occhio i conti delle loro aziende: nel posto di lavoro dove mi trovavo si era deciso di ottimizzare i costi delle trasferte, perché i molti Roma-Milano avevano come conseguenza fatture d’albergo giudicate eccessive. Dopo un periodo di austerity, in cui il dipendente in trasferta alloggiava in stanze dove era legittimo stupirsi dell’acqua calda, si era tornati ad una normalità che metteva al riparo dalle sorprese. Periodicamente però un importante dirigente ricontrollava i costi degli hotel convenzionati, e tale operazione portava alla cancellazione delle stanze più care e alla selezione di nuove alternative più convenienti. In previsione di una trasferta di qualche giorno mi ero informato su quale albergo fosse toccato in sorte a me e ai miei colleghi e questo dirigente, al telefono, mi aveva detto che non era sicuro, ma che gli sembrava di ricordare di aver prenotato per tutti il Jolly hotel.

Contenti alloggiare nella struttura di una catena conosciuta, e orgogliosi di non essere fra i dipendenti destinati a tristi pensioni a due stelle, arriviamo a Milano. Una volta in taxi diamo l’indirizzo dell’albergo e ne aggiungiamo per completezza anche il nome: il navigatore satellitare però non trova corrispondenza fra i due riferimenti, e anche il tassista si dimostra parecchio dubbioso. All’ ennesimo “siete sicuri ?” noi tagliamo corto, e forti dell’indicazione del dirigente ci facciamo portare all’indirizzo avuto al telefono.

Pochi minuti dopo ci rendiamo conto di essere caduti in un tranello.

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