Sarà per il prossimo ferragosto

Ogni anno Filippo organizza una grigliata di mezza estate nella sua proprietà in toscana, ed è uno degli appuntamenti fissi a cui tengo di più: due giorni di carne alla brace fra amici e buon vino, con le terme ad un passo e le volpi che vengono a guardare cosa succede. Più o meno confessatamente l’ospite d’onore è sempre il mio amico Fabrizio, perché a tavola perde ogni buona creanza, si rovescia nello stomaco tutto quello che trova a portata di mano, si pulisce la bocca con la tovaglia, ed è sempre un grande spettacolo. A dispetto di quanto si possa pensare, di fronte a quelle scene da pasto preistorico nessuno si sconvolge più di tanto: anche i parenti di Filippo, spesso persone più che adulte, eleganti e di modi esemplari, assistono alla voracità di Fabrizio con lo stesso stupore che dimostrerebbero nei confronti di uno sportivo pronto a migliorare il suo record. E’ quindi evidente che la reazione più immediata sia fare il tifo e augurare buona fortuna al campione, non certo biasimarlo.

Purtroppo, proprio quest’anno che le salsicce sarebbero bastate per un reggimento, Fabrizio non è riuscito a spostare un impegno che lo tratteneva dalle parti di Terracina, quindi alla nostra cena carica di prelibatezze è mancato il contributo decisivo di chi si sarebbe seduto a capotavola. Ed è un vero peccato, perché nelle settimane di fine luglio Fabrizio si era dedicato ad un allenamento culinario così intenso che nella prova della Maremma avrebbe lasciato tutti senza parole. Ne ho avuta conferma quando, poco tempo fa, il nostro amico Giulio ci ha invitati a Sacrofano per un barbecue a casa sua.

Non volendo arrivare a mani vuote siamo passati al supermercato con l’idea di comprare qualcosa da fare alla griglia: per tre persone sarebbero bastate alcune salsicce e dei formaggi, ma Fabrizio ha giudicato la spesa sufficiente soltanto dopo aver riempito il carrello con 12 salsicce, 2 chili di pane, affettati di varia natura e una caciotta dolce. Quando ho aggiunto, si parva licet, una scamorza affumicata, Fabrizio ha temuto che Giulio non avesse in casa i condimenti. Arrivati quindi allo scaffale delle salse abbiamo trovato la senape e contemporaneamente abbiamo scoperto che Mc Donald’s ha in commercio il suo ketchup da fast food ma in confezione famiglia e griffato con l’inconfondibile M: neanche a dirlo ne abbiamo fatto incetta, in uno stato emotivo di totale euforia.

Quando ci ha visti così pieni di viveri, Giulio si è quasi offeso perché ha considerato quella sovrabbondanza una sorta di mancanza di fiducia per quello che aveva in mente di preparare. Risolto l’incidente diplomatico ci siamo messi a tavola apparecchiando velocemente, perché delle posate non se ne sentiva il bisogno e in più Fabrizio aveva molta fame. I conoscitori non si sarebbero sorpresi nel vedere affettati, salsicce e formaggi divorati insieme e senza prender fiato, ma avrebbero salutato con cenni di approvazione una nuova raffinatezza nata spontaneamente. Giacché non c’erano né forchette né tovaglioli e tutto il cibo nel suo piatto galleggiava in un lago di ketchup, Fabrizio ha pensato di pulirsi le mani sul cane di Giulio che nel frattempo gli si era seduto accanto attratto dagli odori: un gesto veloce, una specie di carezza lunga tutto il costato per fermare la scolatura che stava proseguendo oltre il polso. Il tutto chiacchierando del più e del meno, continuando ad avventarsi sul lardo scottato alla brace, commentando di tanto in tanto “Ammazza, bono!”

Davvero una mossa da campione, conclusa dal cane che, leccandosi, ha poi cancellato le tracce. Pure Fabrizio poco dopo ha potuto risolvere il problema dell’unto rimasto tuffandosi nella piscina in giardino, e di lì a breve anche la sensazione di gonfiore sarebbe svanita. Resta però il cruccio di non aver riproposto questo numero nella trasferta in toscana, perché lì si sarebbero aggiunti altri due fattori che avrebbero determinato le condizioni ideali: la volpe è già rossa, e l’acqua calda delle terme lava il ketchup ancora meglio.

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Una risposta a Sarà per il prossimo ferragosto

  1. eli ha detto:

    non smetterei mai di leggere i tuoi racconti!!

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