Ci sono Esbechi.

 

C’è un video che su youtube è diventato abbastanza famoso perché all’intenzione contrita della giornalista si contrappone un’involontaria comicità. Si racconta che a Giugliano, un paese nei pressi di Napoli, una villa comunale è presa in ostaggio da gente incline al vizio della lussuria, ed è per questo che in ogni momento del giorno e della notte è possibile assistere ad accoppiamenti che non badano certo all’intimità. Chi abita lì nei paraggi parla di sconcezze insopportabili e i bambini, che in questi casi rappresentano sempre l’innocenza da tutelare, passano i pomeriggi chiusi in casa per colpa di alcuni maleducati che non concepiscono la possibilità di un motel.

I molti dettagli raccolti in questo servizio definiscono ancora meglio i contorni della vicenda: prostitute, transessuali, una puzza che prende alla gola e l’inasprimento del conflitto generazionale, perché alcuni frequentatori anziani allontanano gli adolescenti graffiando e bestemmiando.

Delle molte signore che approfittano della televisione per lamentarsi, una in particolare resta in mente più delle altre. E’ quella della prima intervista: “Succede che qua ci sono Esbechi” afferma sconcertata, e poi aggiunge che anche alcune donne si comportano senza rispettare le regole della buona creanza. Non conoscendo il dialetto ho chiesto ad alcuni amici di Napoli cosa fosse un Esbeco, ma purtroppo quel termine sfuggiva alla loro competenza – oltre che allo Zanichelli. Cercando su internet mi sono accorto di come quest’interrogativo tenga in scacco molti utenti, così mi sono concentrato su alcune versioni plausibili che potessero interpretare le dichiarazioni della signora, e sono arrivato a questa conclusione.

Evidentemente la signora ha più confidenza con il dialetto che con l’italiano, e di fronte alla telecamera si trova nell’imbarazzo di non poter usare le parole che costituiscono il suo lessico abituale. Succedeva anche al mio meccanico, che intervistato dal Tg3 ha detto che un problema del suo lavoro è il rischio di tagliarsi con la ruzzine, cioè con metalli rovinati dalla ruggine che in romanesco si chiama ruzza.

La signora di Giugliano parla semplicemente dei transessuali: sa che sono uomini, ma guardandoli da lontano li confonde con le donne. Qualcuno deve averle detto che sono anche omosessuali, e quindi lei, tagliando corto, ha pensato di trovarsi di fronte più o meno a delle lesbiche. Il colpo di genio è consistito nel risolvere il problema del genere volgendo tutto al maschile: i lesbichi, nella forma colloquiale “gli esbechi” altro non sono che un’astuzia lessicale che dovrebbe lasciare tutti basiti.

Come dovrebbe accadere di fronte ad ogni cosa che pensiamo semplice solo quando sono gli altri ad arrivarci per primi.

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2 risposte a Ci sono Esbechi.

  1. Nadia ha detto:

    leggendo la tua analisi, prima di guardare il video, ho pensato ‘ammazza che intuito’, poi però se ascolti bene capisci che esbechi pronunciato dalla signora ha l’accento sulla prima e, èsbechi e non esbèchi come invece erroneamente pensavo e che inizialmente attribuivo al popolo dell’Uzbekistan, immaginando che la signora forse avesse pregiudizi razziali invece che sessuali 😀

  2. Giovanni Pizzigati ha detto:

    Ma, e se invece si riferisse agli eunuchi?
    Forse ricordando Totò nel film “Un turco napoletano”…
    G.

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