Una sedia.

A volte ci penso, e mai nello stesso modo. Oggi ci ho pensato molto: difficile è ricordare tutte le forme e i paesaggi e i colori che, nel corso degli anni, ha preso dentro di me l’ idea della morte. Alcuni dicono che dopo morti ci si trasforma in gatti, o in cani, o in altri animali: non mi dispiacerebbe, perché così potrei continuare a frequentare il nostro mondo e le persone. Molto meno sarei contento di diventare un albero, perché gli alberi stanno fermi, e io temo, nel raffigurarmi l’altra vita, sia il troppo moto sia l’immobilità. Quando penso all’aldilà, ho una gran paura di sentirmi lontano da tutto, e senza qualcosa da fare: non avrei più niente di quello che mi rende oggi l’esistenza così schifosa e insieme a suo modo allegra, non avrei più i mille interessi pettegoli e stupidi in cui mi trovo ad impicciarmi, provandone ribrezzo e piacere. Chissà se mi sarà concesso – da morto – di cacciare ancora il naso nei fatti della gente, o se invece sarò non più impiccione ma asettico, indifferente e severo. Forse mi toccherà – dopo morto – vagabondare senza tregua nell’aria. Questa idea mi affatica e mi spaventa, perché penso di ritrovarmi presto annoiato e stanco. Mi chiedo se potrò avere con me almeno una sedia. A volte penso che la morte darà riposo: lo penso quando sono sfinito, quando non ne posso più. Allora immagino la morte come un piccolo paese, o come una piccola casa, o una stanza dove abitare per sempre con tutte le persone che ho amato. Delle diverse idee che ho sulla morte, questa è quella che più di tutte mi è cara. Specialmente da oggi, chè non ci sei più.

Dài: l’eterno riposo è stare per sempre con le persone amate. E chi l’ha detto che non sarà così?

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10 risposte a Una sedia.

  1. carlosblog47 ha detto:

    La morte: appuntamento a cui faremmo volentieri a meno, ma…essa è lì, di fronte a noi, con il suo volto inespressivo e ci prende in un istante: attesa o inattesa essa ci priva della bellezza delle relazioni umane a tutti i livelli, della speranza del domani che non ci sarà più. Ma tutto può fare tranne quello di eliminare, di cancellare ciò che è stato scritto nei cuori e nelle menti di chi rimane: momenti belli e meno belli, felici e meno felici ma essi sono lì e basta socchiudere gli occhi e ritrovare la tenerezza del sorriso di chi è andato in quella realtà che vorremo conoscere…il più tardi possibile. Ciao
    Carlo

  2. Elena ha detto:

    Mi dispiace tantissimo. Un abbraccio stretto.

  3. paolo ha detto:

    Mio padre se n’è andato in un soffio. Ci siamo sentiti alle 13 per vederci la sera. “Non venire oggi, c’è un tempaccio” gli ho detto, per una faccenda che dovevamo risolvere insieme. Alle 18.00 il suo corpo era sul divano di casa, ma la sua anima già da un’altra parte.” E’ così che va, non decidiamo noi” ho pensato da quel giorno. Certo, la rabbia per i “colpi” ancora da sparare che rimarranno nel caricatore, c’è tutta, però ciò che più resta è il ricordo del calore e dell’amore, si amore, che solo un genitore sa dare ai figli e che ti rimane appiccicato addosso sempre. Credo che questo sia il pensiero a cui ci si deve aggrappare ora che il dolore è soffocante. Ciao

  4. Kikko ha detto:

    Ciao Matteo
    non ci conosciamo ma seguendoti in radio e in tv mi fa sentire come fossi un amico…per questo ti faccio le mie condoglianze per la scomparsa di papà.

    Un abbraccio.

  5. Papikita ha detto:

    La morte: la sua faccia me la sono trovata davanti un paio di volte, mentre stazionavo in un letto d’ospedale. Era, in quel momento, come una casa del sollievo. Adesso ho un po’ fatto un mix tra tante esperienze vissute. La morte è lo stato in cui ci trovavamo prima di nascere. Uguale uguale.
    Forse ritroveremo i nostri amici della pre-nascita, che ci aspettano preparando un gran banchetto.
    Forse torneremo ad essere nulla.
    Ma coloro che avremo incrociato sul nostro percorso ci ricorderanno, e mi piace pensare che, quando succederà, suonerà un campanello e, non so come né perché, lo riusciremo a sentire.
    Ché non è sempre il suono di un angelo che si guadagna le ali! (-cit.)
    Pk

  6. Alessandra ha detto:

    Non so cosa ci aspetti, non so neanche se ci aspetti davvero qualcosa. So però che la morte comincia a fare meno paura quando si porta via qualcuno che ami.
    Se l’ha fatto papà, posso farlo anche io.
    Mi dispiace tanto.
    Un abbraccio

  7. La So'67 ha detto:

    La morte mi ha portato via i pilastri della mia vita,le fondamenta della mia esistenza,e ora fatico ad immaginare come sarà di là…immagino solo i miei 3 angeli che ogni giorno,in ogni momento mi svolazzano intorno…mi guidano,seguono e consigliano…qualche volta fatico di più a sentirli,ma è la mia disperazione che copre il loro”rumore”…poi sorrido verso il cielo e sono sicura che loro staranno ridendo di me…non smettere mai di amarlo il tuo papà Matte,vedrai che lui sarà sempre per SEMPRE con te!!!!

  8. cetty ha detto:

    un abbraccio Matteo.
    Si diventa più grandi. I nostri genitori vogliono proprio questo per noi. Immagina il tuo papà lì, in quel paese dove si sta bene e dove non c’è sofferenza ma solo riposo. E’ andato via solo dalla terra, nel tuo cuore e nella tua testa ci sarà per sempre.

  9. Walter ha detto:

    Un abbraccio fortissimo Matteo!!

  10. Silvia ha detto:

    Mai come quest’anno ho perso delle persone a me molto care. Ti capisco in pieno caro Matteo! Un abbraccio Matteo soprattutto in questo giorno in cui si vorrebbe fare tutto tranne che festa! Silvia

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