Le ragazze di Monaco.

Quando apro bocca a Milano, una delle prime cose che viene notata è che sono di Roma. Di solito me ne accorgo perché chi ho davanti ripete col mio accento una parola che ho appena pronunciato, ma la distanza che c’è fra quello che ho detto e il romanesco supposto dai milanesi è sempre spropositata e ridicola. L’educazione mi impone di non commentare quella ripetizione così deformata, ma dentro di me penso cose indicibili di chi si improvvisa Rugantino pur essendo di Garbagnate. Ogni tanto mi viene chiesto quanta nostalgia abbia di Roma, perché viene dato per scontato che il romano in trasferta soffra di saudade, ma l’unica cosa a cui penso intensamente in quei momenti sono i fritti e, più in generale, i primi piatti di certi ristoranti. Il fatto è che Milano mi piace molto, perché trovo che sia facile, piccola, e comodissima. Certo, piove. Ok, non c’è il mare. Ma ha mille altri talenti che si apprezzano appena superato il primo impatto. Come spiega Eleonora Barbieri, il problema è che i milanesi la criticano sempre. Dicono di non volerci vivere, a Milano. I milanesi sono quelli che vanno due giorni a Firenze e immaginano quanto sarebbe bello vivere come nel Rinascimento, vanno un weekend a Roma e rimpiangono di non poterci abitare, stanno tre giorni a Palermo e vorrebbero subito trasferirsi, passano due settimane al mare (ovunque) e sognano di cambiare vita, lavoro, tutto. Ma soprattutto i milanesi sono l’esatto contrario dei romani, che non vedono altro che Roma – caput mundi dall’eternità in avanti. Per i romani niente è come Roma, nessuna altra città ha un clima paragonabile, un cibo paragonabile, una bellezza, un cielo, una storia, delle serate, delle strade, dei locali, dei ciottoli, degli abitanti paragonabili. E’ evidente che i due punti di vista abbiano dei difetti, e se per un milanese (specie rara, oggi) sarebbe bello e importante essere un po’ orgoglioso (anche solo un po’, e malgrado tutto) della propria città, è importante che il romano non sia troppo spocchioso quando parte dalla Dinastia Flavia per arrivare a dire che il Ponentino è piacevole. Del resto basta poco, e lo dimostra Antonello Venditti nel passaggio di una sua canzone che racconta lo spirito e il clima di una città.

“Le ragazze di Roma, abbronzate ad ottobre, volano leggere sui loro amori”.

Quel dettaglio autunnale svela un universo, e non è che ci sia molto da aggiungere.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...