Ieri

Dei primi anni della mia vita ho un ricordo vago e confuso, tranne alcuni dettagli che invece sono rimasti nitidi come appena successi. Per esempio ho davanti agli occhi quella parte di casa che mio padre aveva trasformato in una specie di studio di registrazione, perché lui amava cantare e molti dei suoi amici lo raggiungevano per suonare e passare del tempo insieme. Le tecnologie dell’epoca erano ingombranti e per registrare le loro serate c’era uno Studer a bobine che occupava una parete, con un nastro alto e veloce al quale non potevo avvicinarmi neanche nei paraggi. Non so se il tutto dipendesse dalle mie dimensioni di bambino, ma anche la parete di casse aveva un’aria mastodontica e impressionante. Le mie valutazioni tecniche erano difettose, ma già allora non volevo riconoscere nella forza del volume la qualità dell’impianto: in linea generale cercavo di farmi piacere quel gran casino di luci e canzoni, perché rimanere nel “privè” di casa mi faceva sentire molto importante e quasi adulto. Dei molti dischi che invece venivano suonati quando i microfoni restavano spenti, quelli di Lucio Dalla erano sicuramente tra i preferiti: Futura, Cara, Anna e Marco, sono state canzoni che ho sentito fino allo sfinimento quando non avevo neanche i mezzi per accorgermi di quanto fosse profondo il mare. Nell’adolescenza, non so per quale stupida ribellione, ho scelto di rifiutare quel tipo di musica – salvo poi tornare ad amarla riconoscendo in quello che capivo da adulto qualcosa di quello che sentivo da piccolo. Quando in casa si ascoltava “Quale allegria?” ad un volume più alto della media, non immaginavo che alcuni decenni più avanti avrei potuto chiedere direttamente all’autore chi o cosa fossero gli sprassolati. Quel giorno fu emozionante poterlo raccontare a mio padre, e finalmente sciogliere il dubbio su quella definizione così buffa dei nobili decaduti.

Ieri era il 4 marzo e, in occasione di una bella iniziativa che ne celebrava il compleanno, sono stato nella casa di Lucio Dalla. Mille cimeli, i bozzetti delle copertine, c’erano dei giocattoli e la famosa scrivania dove molti di quei capolavori sono nati. Però adesso è tardi, e non posso più raccontare niente. Voglio solo pensare che da quelle parti ci si incontra facilmente e che, per via della vecchia confidenza, saranno loro a dirselo.

08

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