Un altro po’ di erbacce lì, per favore.

mattesimfara

Fra le cose belle del fare i video alla Deejay Ten c’è l’assoluta libertà creativa. Vuoi fare un video con un’aria anni 60? Perfetto. Vuoi mettere una scritta enorme appoggiata sopra i palazzi? Nessun problema. Ti serve una gru per traslochi così puoi fare meglio le riprese dall’alto? Pronti. Dopo una quindicina di video fatti pensando senza paletti, per l’appuntamento di Firenze 2015 ho scelto la strada, nuova per me, della computer grafica – cioè l’integrazione di elementi tridimensionali (due droidi, nella fattispecie) all’interno della scena. Nei fatti è stato un nuovo debutto con molti dubbi legati alla trama e all’ambientazione: rispetto all’importanza del restituire il divertimento e lo spirito sportivo, scegliere la descrizione di un futuro decadente avrebbe significato allontanarsi molto dai sorrisi di chi era lì. Per questa ragione la Deejay Ten di Firenze è raccontata da tre video diversi, che insieme provano a completarsi. Un trittico che spiega cosa significhi partecipare ad una festa così bella, insieme ad altre 15mila persone.

Il primo video, quello “ufficiale” e pubblicato la mattina del giorno dopo, racconta una Firenze abbandonata, la fine della civiltà umana e la nostalgia di due droidi spaesati. E’ una prova magistrale di Davide Alessio e Simone, specialmente per l’incredibile velocità di realizzazione.

Il secondo video porta la firma del mio amico Gianluca Gazzoli, videomaker curioso e capace. E’ un racconto appassionato e felice che lascia molto spazio alle venature romantiche, del tutto trascurate nella nostra ricostruzione del 3015.

Il terzo video è un “Making Of” che ho montato come una puntata di Lorem Ipsum e che descrive il lavoro fatto per arrivare ad avere quella desolazione di erbacce e crepe. Questo per me è anche una specie di filmetto delle vacanze, perchè a guardar bene ero con i miei amici, davanti ai monumenti e con una macchina fotografica in mano.

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