A Night With.

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Mi capita spesso di lavorare con macchine fotografiche o telecamere. Per fortuna c’è un service a Milano che tiene in considerazione il mio parere di utente e, quando ha a disposizione modelli nuovi, mi chiama per farmi fare un giro con questa o quella macchina fotografica: ieri ho potuto provare la desiderata (e ancora introvabile) A7RII, modello di fascia alta che Sony schiera contro i mostri sacri di Canon e Nikon.

Cos’è

E’ una mirrorless fullframe ad ottiche intercambiabili che scatta foto a 42mpx, che sale fino a 102000 Iso e registra video in 4K sulla scheda interna. Sulla carta eccezionale, sui forum un plebiscito (ragazzi, le reflex sono ormai il passato!) e nei video chi la prova sorride come la Gioconda. La A7RII nasce come sintesi (e compromesso) fra la A7S, regina delle tenebre, e la A7R, votata all’alta definizione: il risultato è una macchina che si accontenta di pochissima luce, che offre dei raw da ingigantire a piacimento e che rispetto alle sorelle minori non ha bisogno di un hark disk esterno per il 4K. Il quadro si completa ricordando il sensore stabilizzato su 5 assi, che perdona i movimenti incerti e rende fluide le camminate. Stando ai commenti trovati online è uno strumento che ti permette foto e video ai massimi livelli e che finalmente restituisce l’abbondanza dopo anni di coperta corta: ora non bisogna più scegliere fra video belli o foto belle, perchè Sony ha messo in commercio la soluzione che promette mari e monti.

La location

E’ ormai chiaro anche agli inesperti che le macchine costose e gli iPhone6 si equivalgano in condizioni di buona luce. E’ ovvio che questa sia una semplificazione che non tiene conto della profondità di campo, della gestione del controluce, delle infinite sfumature che una fotocamera vera permette, ma i telefoni (col sole, all’aperto) fanno foto bellissime. La superiorità di un fullframe e di una lente che pesa un chilo si scopre all’imbrunire, quando i colori si impastano e l’autofocus non sa più dove guardare: di notte, con i lampi dei fari e le facce illuminate dai lampioni gialli, se hai speso 4mila euro te ne accorgi. Per questa ragione ho scelto di andare in una discoteca per provare la A7RII, perché i laser, gli schermi e la prevalenza di zone in penombra sono una specie di esame di maturità per le macchine fotografiche con ambizioni pro.

La dotazione tecnica

Con tutti quegli ISO a disposizione ho lasciato a casa flash e faretto, e ho preso solo due ottiche: una Sony 50 1.8 Aps-C e una Canon 18-35 2.8 FF con anello Metabones (senza lente convogliatrice, e quindi niente stop di luce in più). La scheda è una SanDisk 64 Gb con un transfer rate di 280Mb/s

In mano

Il corpo macchina è relativamente piccolo e si impugna comodamente, le rotelle per tempi e otturatore sono a portata di dito ma non ci si arriva al volo perché sporgono poco: come termine di confronto ho la 5D III che uso di solito, e lì è più semplice trovare i comandi senza guardare. Poi ci sono quattro pulsanti configurabili, utili per le scorciatoie che evitano le strade lunghe del menù, e il display si può allontanare dal corpo macchina inclinandosi appena. Lo sportello della scheda sd è laterale, e anche l’alloggiamento della batteria è spostato di lato: di buono c’è che anche in caso di cavalletto si può far tutto senza dover svitare il supporto. Il click di scatto non mi piace. Dopo il primo step per l’autofocus ha una corsa troppo lunga, e dà l’impressione che la camera sia poco reattiva.

Video

Il valore Iso che per le foto arriva fino a 102000, in modalità video si ferma a 25600. “Già” a 12800 ci sono dei problemi di pixel rossi inventati dal sensore, quindi i valori ideali sono compresi fra 100 e 10000 – e a 10000 iso senza rumore non hai paura di nulla. Per il resto c’è poco da dire: uno spallaccio e la stabilizzazione ispirata (davvero!) ai sistemi antisismici dei palazzi giapponesi regalano alla A7RII la precisione di una steadycam. Nero profondo, una gamma dinamica ineccepibile, sfumature di colore che gli occhi intravedono appena. Ho girato (fuoco manuale) con risultati più vicini al mondo Red che ad una qualunque altra fotocamera della sua fascia di prezzo, con una sensibilità che la recente A7SII supera in scioltezza, ma che lascia comunque senza parole. L’agc non va nel pallone neanche in discoteca, ma se l’audio è importante allora meglio un microfono esterno – tanto c’è l’ingresso apposito e l’uscita cuffie. Dopo mezz’ora di riprese avevo consumato una batteria intera, mentre sul corpo macchina bollente ci si poteva cucinare – e questo è il rovescio della medaglia.

Foto

Per carità: le foto hanno una qualità che spinge a commuoversi, la dinamica è strabiliante, ma se bisogna fare sul serio io continuo a sentirmi più sicuro con la 5D III. La A7RII per lo sport è poco indicata (raffiche da 5 fps) l’autofocus è mediamente veloce ma non infallibile. Con poca luce ho visto che invece fatica un po’, anche con le sue lenti Sony, e in discoteca l’unica era mettere il punto di fuoco al centro e poi spostarsi per cercare l’inquadratura. Durante l’utilizzo con lenti Canon, ogni tanto il Metabones smetteva di funzionare per un difetto di connessione, e c’era un black out della parte elettronica della lente: ok, è un dispositivo che Sony non prevede né garantisce, però è un anello che costa 900 euro – e se si spegne a caso ti dispiace un po’. Ho fatto le foto migliori della serata con lenti Sony Aps-C (c’è un’impostazione per settare il fullframe sul formato più piccolo: si dimezza la risoluzione ma si guadagna in velocità sul fuoco), dettagli tagliati col rasoio e i colori davvero “stunning”, come giustamente scrivono in tutti i forum. Ma d’altra parte hai speso 3000 euro per il corpo macchina e un migliaio di euro per l’ottica: oltre i colori stunning dovresti poter pretendere anche il buio chiaro e una nitidezza da sindrome di Stendhal. Il problema quindi non è con i risultati, che arrivano puntuali, ma con il piacere di usarla: una fotocamera deve darti una risposta fisica, devi sentire che si muove e che reagisce. Questa Sony se ne sta un po’ sulle sue, e il gioco non si trasforma in passione.

Conclusioni

L’A7RII è strepitosa sotto innumerevoli punti di vista, ma credo che fallisca proprio nella missione principale che deve portare avanti: a mio avviso non riesce ad accontentare in un sol colpo i professionisti di foto e video perché, anche se di cachemire, la coperta continua a rimanere corta. Sony cercava la macchina definitiva e invece, malgrado l’incredibile, abbacinante resa fotografica, ha prodotto l’ennesima meraviglia che realizza video per sognare in grande.

ok illumina 03 01

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Una risposta a A Night With.

  1. Gianpaolo ha detto:

    A dispetto di quanto credessi prima di leggere la tua recensione, che potesse questo prodotto rappresentare la “panacea di tutti i mali”, mi sto convincendo sempre più,da quanto ho letto qui, che realizzare un prodotto unico eccellente per tutti i settori di fotografia e video è un obiettivo forse impossibile, ma sicuramente inutile da raggiungere, perché non credo che ognuno di noi, fotografo pro o semplice amatore, abbia propensione o l’interesse per tutte le declinazioni di foto e video. Ma sicuramente il mio giudizio trascura le primarie leggi del marketing e soprattutto condizionato dal fatto che non riesca a digerire,che una macchina fotografica faccia video.

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