La scienza, spiegata semplice.

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E’ nato, è nato! E la prima parola che ha detto è stata Newton.

Da qualche settimana è in onda su Radio Deejay un programma nuovo, fatto da me e da Francesco Lancia: si chiama MC², si ascolta il martedì sera alle 21.30 o in podcast ogni volta che se ne ha voglia. Racconteremo degli uomini che hanno fatto la storia della scienza, delle loro scoperte e di ciò che nel bene e nel male li ha resi immortali. Ci saranno anche classifiche, curiosità, insomma, tutto ciò che fa scienza o, se preferite, tutto ciò che è composto di Carbonio. Un viaggio al cuore della conoscenza con il quale cercheremo di rispondere alla più universale delle domande: “eh?”.

Di seguito riporto uno stralcio della lusinghiera recensione di Stefano Pace, peraltro professore all’università Bocconi. E’ vero, non si retwittano i complimenti, ma per una volta provate a non storcere il naso. E poi voi il programma ancora non lo conoscete, e lui vi spiega benissimo perché dovreste invece ricordarvi di quella mezz’oretta.

“Il programma non entra in competizione con le trasmissioni scientifiche canoniche, perché propone un taglio diverso e complementare. Affrontare la scienza in un contesto normalmente non dedicato a essa non significa essere trascurati. Al contrario, in MC² si nota una certa attenzione al linguaggio, per evitare le semplificazioni che distinguono il discorso comune da quello scientifico: “girare” diventa un più corretto “orbitare” se applicato ai corpi celesti; la “forza” gravitazionale diventa una più precisa “attrazione” gravitazionale. Se l’ascoltatore (anche se con basi scientifiche nella media o, come me, medio-basse) terminasse l’ascolto della trasmissione anche solo avendo appreso l’uso appropriato di un solo termine scientifico, sarebbe un beneficio non irrilevante. La cura della parola è anche in altri passaggi: “Adesso provate a sostituire, in questo esperimento teorico, la parola palla con la parola satellite”. L’accuratezza diventa addirittura citazione bibliografica verso la fine della trasmissione, dove si richiama la principale opera di Newton: “I Principia (per l’esattezza da pagina 5 a pagina 8 del primo volume)”. Questa attenzione alla parola è una prerogativa della radio e potrebbe essere una delle cifre stilistiche del programma. Alcuni degli equivoci che a volte toccano la scienza nascono proprio da un uso non appropriato delle parole. Seguire una narrazione in cui le parole della scienza sono sì rese semplici, ma non banalizzate, è una piccola forma di educazione al linguaggio della scienza”.

Qui è possibile ascoltare tutte le puntate andate in onda.

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4 risposte a La scienza, spiegata semplice.

  1. Matteo ha detto:

    Una curiosità: c’è qualche scienziato che partecipa alla scrittura del programma?

  2. boccis ha detto:

    Finalmente un nuovo podcast da ascoltare!
    (le notizie arrivano lente, Oltremanica…)

  3. Anna Laura ha detto:

    Complimentissimi questo programma è veramento interessante, ben fatto e soprattutto si evince l’intelligenza raffinata di chi lo ha scritto.
    Complimenti
    AL

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