Arivaderci

Albertino è stato il primo amico famoso che ho avuto, anche se lui non lo sapeva. Era in casa mia tutti i giorni, il suo programma, la sua compagnia, la sua tecnica hanno suggerito alla mia vita la direzione da prendere. Devo molto alla sua fantasia, al suo mondo fatto di bambini nel tombino e cassettine, chissà dove sarei adesso se lui non avesse detto Piach con quell’insistenza. Ma a tutto ciò che esiste è assegnata una data di scadenza, e se finiscono amori, galassie e imperi romani, figuriamoci cosa può succedere ai programmi radiofonici.
Per Radio Deejay oggi si chiude un’era, Albertino non sarà più il conduttore della fascia del primo pomeriggio perché d’ora in poi si occuperà di m2o da direttore artistico (ma lascerà comunque un piede nel nostro palinsesto). Quello che ha inventato negli anni 90, un esempio radiofonico per il quale moltissimi colleghi si darebbero fuoco, oggi diventa il punto di partenza per gestire qualcosa di più grande, importante e complesso. Non sarà facile, ma sarà bellissimo. In bocca al lupo Alba, mai come adesso le teste continueranno a muoversi.

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Indizi rivelatori

Ognuno ha delle scorciatoie superficiali per farsi un giudizio sommario sulle cose, e certi indizi diventano importanti e rivelatori.
Mi capita ogni tanto di ascoltare qualcuno che si descrive rispondendo ad alcune domande, parlando di sé e delle proprie attitudini: quando arriva alla richiesta di evidenziare un pregio e un difetto, risponde utilizzando lo stesso aggettivo per l’una e l’altra cosa.

Esempio:
D. – “Dimmi un tuo pregio”
R- – “Sono molto meticoloso”.
D. – “Dimmi un tuo difetto”
R- – “Sono molto meticoloso”.

Ecco, ad una risposta del genere inizio a sospettare.

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De père en fils

Quando vado alla Rinascente entro e attraverso lo spazio dedicato ai profumi – è il primo dopo l’ingresso, ci si passa per forza. I corridoi di quel settore sono pieni di addetti che spruzzano i profumi per suggerirne l’acquisto, ma a me no. Guardano oltre, non mi spruzzano, evitano di perdere tempo. Non so se sia il piumino, lo zaino, le cose che uso per proteggermi dal freddo o una sfiducia più generalizzata che suscito in qualche modo. Milano a volte sa essere discriminatoria in una maniera sottile e umiliante, e in ogni caso compro solo una certa fragranza di Creed che alla Rinascente non credo conoscano.

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Una giornata nel ranch

Sabato scorso ho visto da vicino il ranch di Valentino Rossi, ed è stato l’avverarsi di un piccolo sogno. Ne avevo sentito parlare molto, ma dai racconti si capiva poco e non si andava mai oltre il concetto di parco giochi con le moto. Invece no, è un capolavoro che unisce spirito imprenditoriale, divertimento e preparazione tecnica. Racconto tutto in un video, per il quale ringrazio la vr46 riders academy e soprattutto Vale.

 

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Una mano per A.I.L.

Sono stato coinvolto in un’iniziativa che mi riempie di orgoglio e che una volta per tutte giustifica le scorribande che impunemente faccio nel mondo della fotografia. Il 4 aprile a Palazzo Clerici (Milano) si terrà un’asta officiata da Christie’s in favore dell’A.I.L., l’associazione che lotta contro le leucemie. L’obiettivo è raccogliere soldi per offrire gratuitamente un alloggio temporaneo a chi è costretto ad allontanarsi dalla propria città per accompagnare nelle cure un parente malato. Perché in molti casi non c’è solo la disgrazia della diagnosi, c’è anche il problema economico che aggiunge altra disperazione.

Ve lo ricorderò sotto data e intanto inizio a parlarvene: foto, lavori di artisti, architetti e designer per finanziare più di cinquanta posti letto nei pressi dei principali centri di ematologia.E’ l’occasione per avere una bella stampa di Gastel, Benedusi, Berengo Gardin, Fontana, Galimberti, o anche mia (!) facendo contemporaneamente del bene a chi ha bisogno di una mano.

ail+

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Cagnotti

Il mese scorso ho comprato una salsiccia, che dal momento dell’acquisto è rimasta per 4 giorni in frigorifero. Non era passato un mese, e all’inizio era freschissima: ho controllato, aveva ancora un aspetto accettabile, l’ho cucinata e me la sono mangiata. Due ore dopo sono stato così male che avrei preferito un colpo secco a quell’agonia. Pronto soccorso (avvelenamento), dolori e altri guai da non augurare a nessuno.
Torno l’altro giorno nello stesso supermercato della salsiccia, uno ambiziosetto di Milano in zona arco della pace, compro il macinato per fare delle polpette e le foto qui sotto vi dicono cosa ho comprato in realtà. Confezionata quella mattina, tenuta in frigo e aperta la mattina successiva. Indipendentemente da tutte le questioni etiche che riguardano il consumo di carne, il gastroenterologo mi ha detto più di una volta che comprare la carne al supermercato può essere rischioso per la salute, e molti suoi pazienti arrivano da lì. Diverso e più consigliato è avere il macellaio di fiducia o il contatto diretto con le fattorie – è pieno di servizi online che accorciano le distanze con la campagna. Sta di fatto che da un mese evito la carne, con concessioni minime e quasi insignificanti, e va tutto bene.

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Un jeans e una maglietta

Milano d’inverno è una città fredda, ma noto che avere freddo non è concesso, è da sfigati. Al massimo puoi proteggerti con un cappotto (elegante, ok, ma non tiene caldo bene) o altrimenti nulla: ieri sera ragazzi a spasso golf e camicia e da dentro la macchina leggevo 4 gradi. Io non vengo minimamente sfiorato dal problema, da romano a Milano uso indumenti da montagna, ma cosa vi dice la testa, dementi infreddoliti col cappottino che andate in giro come se fosse una piacevole sera di settembre?

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